Diario di Viaggio

Michela Calabrese

Comincia a suonare la chitarra all’età di 16 anni, innamorandosi dei Led Zeppelin, e dedicandosi allo strumento come autodidatta. All’età di 18 anni abbandona temporaneamente la musica per terminare gli studi, dedicarsi al diploma e, successivamente, alla realizzazione del suo sogno più grande: Un viaggio in America Latina che progettava dall’età di 15 anni.
Il viaggio durerà 6 mesi, e la trasformerà profondamente, facendo emergere un’anima artistica ribelle, tormentata, affacciata sul mondo in tutta la sua complessità, un mondo interiore cui rivolgeva mille quesiti, e un mondo esteriore, che la chiamava con forza ovunque ci fossero storie da scoprire… e da vivere. All’urgenza di trovare un senso all’esistenza e una sua precisa collocazione, rispose in maniera del tutto naturale tornando alla musica in una forma nuova, come “artista di strada”, suonando, vivendo, respirando tra la gente, nel ritmo frizzante di una città, Roma, di cui si era follemente innamorata e che aveva scelto come casa in quei rivoluzionari anni di “sperimentazione e ricerca”.

Dopo circa 2 anni incontra lo strumento della sua vita, il flauto, e da quel momento ne diventa inseparabile. E’ un vero e proprio colpo di fulmine, che la porta ad isolarsi e a studiare per mesi in una sorta di  immersione totale dalla quale emerge, in maniera quasi inconsapevole, pronta a tuffarsi nel blues e nel jazz. E’ in questo periodo che stabilisce alcuni dei  legami più importanti di questa fase “on the road” con diversi musicisti che con lei condivideranno concerti, eventi, e tanti indimenticabili momenti di vita, che resteranno incisi nei suoi ricordi, e ne segneranno il  modo di suonare. Tra questi Angelo Blu, con la sua graffiante armonica blues, la seguirà in Sardegna, dove saranno pionieri, assieme al chitarrista Marcello Calabrese, suo fratello, dei primi “concerti elettrici” per le vie della città di Cagliari. I tre musicisti si esibiranno anche in diversi locali della città, facendosi conoscere e dando vita a collaborazioni artistiche con i musicisti del posto.

Angelo Blu – Michela Calabrese – David Gueye – Cristina Angiuli

Il rientro in Sardegna coincide anche con il desiderio  di dedicarsi ad approfondire questa sua passione…  Vuole imparare a leggere la musica, poterne condividere il linguaggio. E’ alla ricerca di un maestro. Si iscrive, come privatista, al conservatorio “P.L. Da Palestrina” di Cagliari dove consegue la licenza di solfeggio e incontra colui che la porterà a fare un approfondito e determinante lavoro sul suono, il Maestro Salvatore Saddi, docente della cattedra di flauto, che la seguirà con costanza per i successivi due anni. Lo rincontrerà  nella fase più matura della sua vita e con lui riprenderà  il suo lavoro sulla tecnica flautistica approfondita.

Il  periodo in Sardegna va dal 1992 al 1998, la vede coinvolta in diverse  collaborazioni artistiche

Nel 1992 partecipa  con la formazione Max Demian – Alberto Sanna alla voce, Gemiliano Cabras al basso, Daniele Russo alla batteria, Angelo Blu all’armonica e Marcello Calabrese alla chitarra – alla rassegna “Cagliari & Blues” . Oltre ai Max Demian in cartellone Solomon Burke e James Senese con la sua “Napoli Centrale”.

Sempre nel 1992 suona  nella “Franco Montalbano Blues Band” che vede Franco Montalbano leader, voce e chitarra, Mauro Sanna al basso, Giovanni Collu alla batteria.

Dopo un periodo in Sardegna Michela parte alla volta di Parigi, dove studia per diversi mesi con Denis Barbier, flautista dell’orchestra di Gil Evans. Torna in Sardegna ed entra a far parte di una formazione che dal 93 al 97 sarà tra le più seguite dell’isola e che presenta brani originali di acid jazz – funky:  i Waldorf Astoria Team (W.A.Team).  Il gruppo  enumera ottimi musicisti:

Maurizio Corda – composizione, voce e tastiere. Andrea Pau – testi, basso elettrico, Monica Mureddu – arrangiamenti voce e percussioni, Andrea Pintus – batteria. Nella formazione è presente anche suo fratello, Marcello Calabrese – arrangiamenti e chitarra solista. Michela partecipa  in qualità di arrangiatrice e flauto solista.

W.A.Team

Il loro incontro musicale è pura alchimia e per diversi anni si esibiscono in tutta l’isola. Inoltre partecipano nel 94 a due importanti rassegne,  “Testaccio Village” e “Arezzo Wave” . Nel 95  riscuotono un  notevole successo di pubblico e di critica nel tour italiano che tocca Verona, Firenze, Milano e Roma con due concerti al “Palladium”. Nello stesso anno aprono il concerto cagliaritano dei “Pitura Freska” . Davvero una delle esperienze di gruppo più appaganti… Anche per l’incredibile affiatamento tra i suoi componenti… groove e tanto divertimento!

Nel 1997 suonerà nel quartetto funky-jazz “Question Mark” Con Alessandro Puddu alla chitarra, Mauro Sanna al basso e Gigi Sanna alla batteria.

Proprio durante uno dei suoi concerti con i W.A. Team nel 1995, viene notata da Cristiano De Andrè “Ma chi sei? Un extraterrestre?”, che la chiama per suonare in due  brani del disco  di Fabrizio De Andrè “Anime Salve” – premio “Targa Tenco” dalla critica musicale anno 1997 – di cui  Cristiano cura l’arrangiamento: Le Acciughe fanno il pallone e  Dolcenera.

In studio Fabrizio De Andrè arrivò all’improvviso, mentre stava registrando, e le propose un duetto estemporaneo con lui e un assolo finale, in cui si trovò a contrappuntare l’assolo di “turkisa trumpet” di Paolo Bressan, nel brano “Le Acciughe Fanno Il Pallone”, che venne registrato in prima battuta.

Esperienza indimenticabile… La voce e la personalità di Fabrizio, la sua accoglienza, l’emozione di un incontro così speciale con padre e figlio, di cui apprezza la vibrante complicità, l’accompagnerà  per tanto tempo, e la porterà a trasferirsi a Milano, dove  nel 2001 registrerà alcuni brani del disco di Cristiano De Andrè “ Scaramante”.

Prima di trasferirsi a Milano Michela parteciperà in qualità di ospite, nel 97, alla tappa Cagliaritana del tour di Fabrizio De Andrè al Palasport… Non dimenticherà mai il momento in cui, Fabrizio la chiamerà vicino a lui, la presenterà al pubblico di Cagliari, e la saluterà con un bacio sulla fronte!

A Milano, dal 1999 al 2001 intraprenderà la collaborazione con Vittorio Centro e “Il Porto Dei Santi” nel progetto “Le Cose Inutili” che vede alla leadership, alle tastiere e alla voce Vittorio Centrone, al basso Glenda Carubba, alla chitarra Stefano Tedeschi, alla batteria Pietro Pizzi. Il progetto nel tempo vedrà l’alternarsi di diversi musicisti tra cui  Arup Kanti-Das alle tablas, Maurizio Belluzzo e Riccardo Del Togno alle tastiere e Walter Muto e Giovanni Calella alla chitarra. Un incontro straordinario quello con Vittorio, che, conosciuto in un locale tramite una comune amica (grazie Stefania!) la sera stessa le dirà ”Voglio suonare con te… Non ti ho mai sentita ma… so che amerò come suoni”. E in effetti fu un incontro di Anime. L’amicizia tra Michela e Vittorio è ancora forte… Una sorta di fratellanza che va oltre il tempo… e la distanza.

Nel 2009 si diplomerà  in flauto jazz, teoria e armonia all’ Accademia Civica di Jazz di Milano. In qualità di allieva suonerà nel disco “Italian Jazz Graffiti 2002” con la Civica Jazz Band diretta dal Maestro Enrico Intra.

Dal 2002 al 2009 è co-leader con la trombonista Francesca Petrolo del quartetto “When The Buddha Smiles” col quale partecipa a diverse rassegne tra cui “Eventi In Jazz” 2007, organizzato dai comuni di Castellanza e Busto Arsizio.

Francesca Petrolo e Michela Calabrese

Le componenti di questa formazione, Michela  Calabrese, Francesca Petrolo, Alessandra Cecala, hanno l’opportunità di conoscersi e suonare assieme ai Civici Corsi di Jazz di Milano,eccezione fatta per la pianista, Margherita Santomassimo.

Michela Calabrese, Margherita Santomassimo, Francesca Petrolo, Alessandra Cecala

Tanti i concerti… Una forte amicizia caratterizza questa lunga collaborazione. Affinità elettive e complicità sullo sfondo della città di Milano che continua ad essere la culla di tante collaborazioni con numerosi musicisti. Nell’ambito di questi incontri emerge con continuità la collaborazione con la trombonista Francesca Petrolo, con la quale nel  2007 partecipa  alla rassegna “WOMA JAZZ FESTIVAL the 1st European All-Female Jazz Festival“ con il progetto TREXTRE SUITES 5et, al fianco di Helga Plankensteiner, Silvia Bolognesi, Anne Paceo.

Nel 2010 partecipa al Festival “ Lucca Jazz Donna”  sempre con il progetto TREXTRE SUITES 5et, con  la stessa formazione, ad accezione della batterista Anne Paceo, che viene sostituita da Julie Saury.

Entrambi gli eventi vedono, ancora una volta, una formazione interamente al femminile che rende omaggio, attraverso dei veri e propri “quadri in musica” a tre artiste – Artemisia Gentileschi, Frida Kahlo e Louise Bourgeois – curati rispettivamente da Petrolo, Plankensteiner, Bolognesi. Tre Suites per un organico pianoless che dà voce ad un estemporaneo interplay tra le musiciste.  Momenti di Magia.

Tra il 2008 e il 2009 collabora con la fondazione NO’HMA di Teresa Pomodoro per la quale prepara diversi spettacoli, tra cui “L’acqua non ha nemici” per la regia di Charlie Owens.

Nello stesso periodo partecipa al progetto “Racconti di Natale”, omaggio a Dino Buzzati, per la regia di Elda Olivieri, con le musiche e la collaborazione di Franco Cerri alla chitarra. Nella formazione anche Michele Di Toro al pianoforte, Mattia Magatelli al contrabbasso e Riccardo Tosi alla batteria.

Nel 2010 partecipa all’apertura del Festival “Iseo Jazz 2010” con il quartetto guidato dal contrabbassista Marco Vaggi, docente di contrabbasso e dei laboratori di musica d’insieme all’accademia civica di jazz di Milano. Nella formazione anche Antonio Vivenzio al pianoforte, Emanuele Serra alla batteria. Il progetto nasce proprio da uno di questi laboratori, ai quali prende parte con passione ed entusiasmo.

Nel 2011 riprende il suo viaggio di “Street Art Performer” mantenendo la sua base a Milano, e continuando ad esibirsi per le strade di molte città italiane con successo. La gente è colpita da questo flauto jazz, unico nella scena degli artisti di strada di Milano, e spesso da queste performances scaturiscono incontri interessanti, emozionanti, che diventano collaborazioni artistiche o forti amicizie…

Nel 2012 partecipa al progetto “Aioli Systéme”  Francoise Pujol  Quintet  con la pianista francese Francoise Pujol, leader e produttrice del progetto, prima donna a suonare nell’Orchestra Nazionale di Jazz di Parigi, pianista classica e jazz e compositrice di successo, e alcuni musicisti molto forti nella scena della musica francese: Renaud Luis – Servaise alla chitarra solista, Marc Loy alla voce, Florent Richard al basso elettrico,  Alain Gouillard alla batteria e Jon Hammond, musicista e produttore americano, all’organo elettrico.

Esperienza formativa importante che la porta ad esibirsi a Parigi al Babilo e al Cafè Universel, e a New York al Williamsburg Music Center (gestito dal bassista di Archie Shepp, Gerry Eastman) e alla rassegna “ Artists For Peace” organizzata da  SGI-USA CULTURE CENTER.

Michela Calabrese – Gerry Eastman

Nel 2015 per la prima volta decide di suonare come street artist a Umbria Jazz. E’ un’esperienza pazzesca… Musica e artisti da tutto il mondo! E’ in questo contesto che l’artista Tony Bennet, che la sera avrebbe suonato all’Arena Santa Giuliana in duetto con Lady Gaga, la sente suonare e, dopo averla a lungo ascoltata si complimenta con lei e le acquista un cd! La cosa finisce pure sui giornali…

La Nazione

Intanto il viaggio “on the road” continua, e nel marzo del 2016 Michela vive un’avventura  inimmaginabile. La condividerà il giorno dopo con una… fanciulla di passaggio… Francesca Baccani, fermatasi ad ascoltarla durante una delle sue performances, e Francesca, nel suo “appetitoso” blog “Le Ricette di Connie Vulcano”, la racconterà così:

“Le Ricette di Connie Vulcano ( Francesca Baccani)”

LUNEDI’ 7 MARZO

A volte, quando gironzolo per la città senza meta, penso che forse sto perdendo tempo. Altre volte sono in giro e invece avrei solo voglia di starmene a casa, al calduccio. Poi succede qualcosa, anzi, succede sempre qualcosa, che mi chiarisce perché non devo mai stare ferma. Ieri è successo proprio così. Sono uscita controvoglia, senza nulla da fare, ed ero pronta a tornarmene a casa appena arrivata in piazza e invece… invece mi arrivano le note di un flauto, non uno qualsiasi, le note di un flauto che non si può dimenticare se lo ascolti almeno una volta. Guardo al centro della piazza e rivedo l’artista più incredibile che mi sia capitato di incontrare per strada. Flautista jazz, ed è già un caso più che raro – quanti ne conoscete? – una persona che vive ogni nota ed è in grado di coinvolgere anche la gente che il jazz lo schifa – la maggior parte… -, che non l’ha mai ascoltato e che lo considera musica noiosa e incomprensibile. Un piccolo amplificatore, un microfono. Una donna minuta, incurante del freddo, un’improvvisatrice che lascia a bocca aperta. Ma non finisce qui. Smette di suonare e ti accoglie con uno sguardo da sogno, un sorriso clamoroso. Energia in ogni istante della sua vita. E’ Michela Calabrese. Cercatela su fb, cercatela in giro per Milano. Suona in Duomo, in Paolo Sarpi, in piazza 24 Maggio e non so dove altro ancora. Qualche giorno fa è passato accanto a lei un tizio che l’ha filmata e le ha offerto 2 biglietti per il Blue Note, dove lui si sarebbe esibito quella sera con Arturo Sandoval. Bello no? Ma cosa succede nel corso della giornata? Il tipo, il percussionista di Sandoval, fa vedere ad Arturo il video di Michela. Arturo la fa chiamare dal suo tour manager e la invita a suonare con lui. Successo clamoroso. Chiudono il concerto con Night in Tunisia e lui le lascia addirittura il tema. Lei li trascina tutti con sè e il Blue Note esplode. Ecco, una storia del genere, un incontro del genere non mi sarebbe mai capitato se fossi restata sul divano al calduccio.

Il menu di oggi l’ho preparato con la testa che ronza ancora, inebriata da questa musicista impressionante, che spero di vedere presto a fianco di Herbie Hancock!

Quello stesso anno  2016, sulla scia di questa incredibile avventura che viene raccontata anche dalla rivista ELLE, viene chiamata a suonare dal direttore  dell’orchestra jazz della Sardegna Giovanni Agostino Frassetto, e  partecipa alla rassegna “TIME IN JAZZ” nel progetto NORMA, composto e diretto dal Maestro Paolo Silvestri con l’Orchestra Mediterranea, l’Orchestra Jazz della Sardegna e la tromba solista di Paolo Fresu.

Suonare sotto la direzione di Paolo Silvestri e al fianco del trombettista Paolo Fresu è ispirante… una grande emozione! E’ l’unica donna in quest’orchestra, che nasce dall’ incontro tra fantastici musicisti provenienti dalle due isole, Sicilia e Sardegna. Di padre siciliano e madre sarda, diventa un po’ il simbolo di questa fusione, che rappresenta le sue origini. Un’esperienza bellissima.

Nel 2018 torna a suonare come street art performer ad Umbria Jazz… L’aria è elettrizzante, e i concerti si susseguono durante quei magici  10 giorni, in cui Michela si esibisce per le vie del centro.

Viene notata da due dei gruppi che fanno parte del  cartellone del festival, I Mystics e i Rockyn Doopsie…  che la invitano a suonare con loro l’ultima sera, rispettivamente sul palco di piazza IV Novembre e ai Giardini Carducci. E’ una serata indimenticabile… Emozioni e bagno di folla. I Mystics la coinvolgono anche in un bellissimo “momento di preghiera” prima del concerto! Indimenticabile!

Mystics – Rockyn Doopsie

Nel Gennaio 2019 suona al Centro Servizi Culturali di Macomer col gruppo “E SE VAI”, progetto musicale fatto di canzoni e poesie scritte da Fabrizio De Andrè, di cui fanno parte: Cristian Manca, Gianfranco Manca, Francolino Bichiri, Andrea Nieddu. La serata celebra il ventesimo anniversario della morte di Fabrizio. La sala è piena… E’ come se Fabrizio fosse lì! Almeno duecento persone restano fuori. Sarebbe stato bello fosse possibile che entrassero tutte!

E il viaggio continua…

Foto di Barbara La Fumagalli

Ringraziamenti

Grazie ai miei genitori Marigia e Nino. Alla mia mamma un ringraziamento speciale, per avermi indicato col suo esempio la via della coerenza e del coraggio, e per avermi dato immensa fiducia. Grazie ai miei fratelli Stefano – tecnico del suono – e Marcello… Con i quali, da quando sono al mondo, condivido risate, allegria, e l’amore per la musica.

Al mio maestro spirituale Daisaku Ikeda, a sua moglie Kaneko e alla mia famiglia Soka.

Alle mie guide nella musica,  i Maestri Salvatore Saddi, Giulio Visibelli e Marco Vaggi.

A Giovanni Agostino Frassetto, per la sua amicizia e i suoi preziosi consigli…

A tutti gli amici, quelli veri… i buoni amici che ti dicono la verità… Con un pensiero speciale a Tommaso Meloni e Katerina Bowman.

Ad Angelo Blu, con la sua armonica poetica e rivoluzionaria, che ci ha regalato tanto e ci ha lasciato troppo presto…

A tutti i musicisti che ho incontrato e con cui ho suonato, che mi hanno accompagnato nel mio viaggio, regalandomi Tempo, Energie, Ispirazione, Collaborazioni Preziose, Momenti di Magia…

A tutti coloro che si sono fermati ad ascoltarmi, a cantare, ballare, parlare con me, arricchendo la mia vita…

A Simona Mauri, sorella “di vita”, che mi ha regalato il quaderno dove ho raccolto tutti i miei lavori e le mie collaborazioni…

A tutti coloro che mi hanno immortalato nei loro scatti, con passione ed entusiasmo, professionisti e non, le cui foto compaiono nella mia Gallery: Diego Bardone, Alessandro Devinu, Terminus Photo, Gloria Astrid Tuzzi, Luigi Ottani, Alena Marchenko, Carmen Galeone, Angelo Meroni, Enzo Azzimonti, Viola Cadice, Claudio Pandolfi, Carlo Murgolo, Gianluca Miano, Barbara La Fumagalli… E chissà quanti altri!!!

A Bonnie Atzara, per avermi regalato una bellissima foto del mare di Sardegna, copertina del CD Riflessi e anche sfondo del mio sito web.

Ai giornalisti che, con precisione e accuratezza, hanno raccontato  la mia storia – vedi PRESS – diventandone parte: Monica Piccini, Cristina Manfredi,  Sabrina Zanino, Alessandra Carta, Andrea Massidda, Beppe Montresor.

Un sentito Grazie ad Alessandro Colizzi, che mi aiutato a creare le copertine dei  miei CD e questo coloratissimo sito web, di cui ha curato anche la traduzione in inglese, offrendomi il suo tempo e la sua esperienza, ma soprattutto la sua preziosa Umanità.

Grazie anche a Bruno Portoghese e Antonello Ledda (Leddix!), che hanno contribuito in maniera determinante alla creazione di questo sito.

Un sentito grazie a Kelly Ash che ha ne supervisionato la traduzione come madrelingua.

Foto Alessandro Devinu

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